«Attenzione alle diete fai-da-te»

A fronte del crescente numero di ragazzi con disturbi alimentari, basti pensare che nel nostro Paese se ne contano oltre 3 milioni, la dottoressa Marina Zambon (specialista in Scienze dell'alimentazione e nutrizionista) risponde con alcuni suggerimenti su come riconoscere e affrontare la patologia. L'anoressia colpisce soprattutto le adolescenti, perchè? «La fascia più a rischio va dai quindici ai vent'anni, siamo nel momento più vulnerabile in cui si sta costruendo la propria persona e può capitare di lasciarsi influenzare dai modelli imposti dai media e dalla società ».
Quali le prime avvisaglie della malattia?
«L'anoressico è fondamentalmente un perfezionista, attraverso la perdita di peso dimostra il controllo su se stesso. Cerca nella magrezza l'approvazione del mondo esterno. S'inizia con l'eliminazione di alcuni alimenti privilegiando pietanze ipocaloriche, magari s'iniziano delle diete “fai da te” copiate da amiche o ricopiate dalle pagine dei giornali. Poi il digiuno, sempre più estremo e indiscriminato, fino all'esclusione, evitando ad esempio i momenti conviviali a tavola. Inevitabile quindi la perdita di peso fino all'amenorrea (assenza del ciclo mestruale).
Quali consigli dare a dei genitori che sono alle prese con questa patologia?
«Ogni caso è a sé, ogni storia è a sé, è necessario chiarire che la dieta è una terapia e che deve essere gestita da uno specialista. In casi di disturbo alimentare il nutrizionista è il primo approccio, serve poi un intervento medico-ospedaliero più complesso e completo».
Quali gli atteggiamenti e i comportamenti di una persona anoressica?
«Inizialmente c'è “l'euforia” da digiuno, la ragazza è spesso studiosa e metodica, bravissima a scuola, consegue buoni risultati nello sport e in tutte le attività che svolge. A questa fase sopraggiunge, inevitabilmente, il momento depressivo con perdita d'interesse, irritabilità e vomito. Questo è il punto più acuto dell'isolamento». (v.c.)
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








